Standard
Annunci

Novantottesimo giorno di viaggio : All’immortale amata

Standard

50ED24E5-7EFA-4A32-BB2B-F2B3EBB76242Stasera sono in vena di romanticismo…ho cercato la lettera d’amore più appassionante, ricolma di un’amore che va oltre i confini del mondo terreno e trascende nel mondo dello spirito , che dire di più, non ho certo la presunzione di poter spiegare una lettera d’amore , sarebbe come  cercare di razionalizzare l’amore … non è possibile … godetevi questa lettera o meglio cercate dentro di voi , quella scintilla… quella luce che rischiara e riscalda la vita , che vi fa sorridere, che vi fa sentire vivi , anzi meravigliosamente vivi …quando si è innamorati si entra in uno stato di grazia e tutto il resto , problemi , lavoro … tutto passa miracolosamente in secondo piano. 

È strano di questa lettera  ricordavo solo il finale, ma ripensando a questo amore impossibile di Beethoven, mi rendo conto solo ora dopo aver letto la lettera di aver scritto in sintonia con lui- un pensiero – questo mi ha davvero emozionata … mi rendo conto che “il sentire l’amore” va oltre il tempo, oltre gli uomini e tutti ci accomuna. Mi ritrovo nel XXI secolo a sentire quel che sentiva lui…così lontano da me, ma così vicino… 

“Buon giorno, il 7 luglio.

Pur ancora a letto, i miei pensieri volano a te, mia Immortale Amata, ora lieti, ora tristi, aspettando di sapere se il destino esaudirà i nostri voti — posso vivere soltanto e unicamente con te, oppure non vivere più — Sì, sono deciso ad andare errando lontano da te finché non potrò far volare la mia anima avvinta alla tua nel regno dello spirito — Sì, purtroppo dev’essere così — Sarai più tranquilla, poiché sai bene quanto ti sia fedele. Nessun’altra potrà mai possedere il mio cuore — mai — mai — oh Dio, perché si dev’essere lontani da chi si ama tanto. E la mia vita a Vienna è ora così infelice — Il tuo amore mi rende il più felice e insieme il più infelice degli uomini — alla mia età ho bisogno di una vita tranquilla e regolare — ma può forse esser così nelle nostre condizioni? Angelo mio, mi hanno appena detto che la posta parte tutti i giorni — debbo quindi terminare in fretta cosicché tu possa ricevere subito la lettera. — Sii calma, solo considerando con calma la nostra esistenza riusciremo a raggiungere la nostra meta, vivere insieme — Sii calma — amami — oggi — ieri — che desiderio struggente di te — te — te — vita mia — mio tutto — addio. — Oh continua ad amarmi — non giudicare mai male il cuore fedelissimo del tuo amato.

Eternamente tuo

Eternamente mia

Eternamente nostri”

– Ludwig van Beethoven

Novantasettesimo giorno di viaggio: 11 Ottobre 1992

Standard

2D338480-5008-4F3C-9873-E424394F4AADTic tac tic tac … è tempo di …

Tic tac tic tac  sotto le coperte penso…tic tac tic tac so vivere questo tempo? Tic tac tic tac Mah! Fermo il pensiero tic tac e mi massaggio le gambe… tic tac tic tac dovrei fermarmi più spesso, tic tac appendere il pensiero a un chiodo tic tac e fare …tic tac fare tic tac immergermi in quel che mi piace tic tac tic tac voglio cantare tic tac cantare tic tac. Canto la vita intera canto tic tac la primavera canto.

Tic tac sei bello tic tac pochi lo sono come lo sei tu tic tac quando sei nato tic tac ho toccato il cielo con un dito tic tac era felicità cristallina tic tac quella felicità preziosa che poche volte senti nella vita tic tac e quando ti guardo tic tac un’ infinita dolcezza riempie il mio cuore tic tac  tic riesci  sempre a stupirmi  tic tac  tu un diamante in mezzo al cuore.

Tic  tac tic tac mi spoglio e faccio una di quelle doccie infinite, l’acqua calda mi bagna il viso e i capelli, tic tac tic tac e domandarsi  perche’ quando cade la tristezza tic tac in fondo al cuore tic tac come la neve non fa rumore tic tac tic tac e guidare come una pazza tic tac a fari spenti nella notte per vedere tic tac se poi e’ tanto difficile morire tic tac e stringere le mani per fermare tic tac qualcosa che e’ dentro me,  ma nella mente tua non c’e’ tic tac, capire tu non puoi tic tac tu chiamale se vuoi emozioni tic tac tic tac .

Tic tac mi guardo allo specchio e mi sputo in ecchio tic tac tic mi riguardo …sono ronde , ma ancora belle tic tac tic sorrido tic tac tic tac vorrei sempre tutto a modo mio ….tic tac tic tac , ma quando mai … vorrei abbracciarti Zanna bianca tic tac mi manchi terribilmente tic tac io vorrei non vorrei , ma se vuoi ,tic tac tic tac certamente non una vita da mediano tic  tac  da chi segna sempre poco tic tac
che il pallone devi darlo tic tac
a chi finalizza il gioco tic tac.

Tic tac  mia sorella tic tac quanto è bella tic tac mio faro nella notte tic tac tu ci sei sempre tic tac ci sei sempre stata tic tac un angelo custode tic tac ti voglio bene sorellona tic tac evviva le mie amiche tic tac cosa farei senza di voi  tic tac .

Tic tac e ti amo,  si sono pazza tic tac 26 anni fa era felicità autentica tic tac adesso è diventata  vita assieme tic tac sono un animale a volte tic lo so tac ma è ancora amore tic tic anche con i bassi tic e gli alti tac perdo i colpi ma non è finita tic tac bisogna avere un caos in sé per poter generare una stella danzante tic tac tic ho ancora del caos in me? Tic tac…  si tic tac si… credo di si…

Novantaseiesimo giorno di viaggio: 9+6= 15 – Buon Ferragosto!

Standard
Spesso mio figlio mi accende certi pensieri… è giovane, ma credo sia un’anima antica, a volte mi  lancia qua e là qualche frase, dandomi delle lezioni di vita, che mi scuotono come i temporali estivi.
Mi sovviene allora un pensiero, ma siamo davvero sinceri con noi stessi?
O ci facciamo manipolare da una mente che mente?
Stiamo vivendo davvero la vita che vorremmo o ci siamo costruiti una nicchia di confort- tranquillo e sereno, al riparo delle intemperie, ma il cuore vorrebbe battere a una velocità diversa sotto la pioggia o al chiaro di luna.
Cosa ci stiamo raccontando? E poi davvero il il cuore vorrebbe conoscere altri battiti o è tutta una bolla illusoria anche questa?
La mente ci mente, ma il cuore è sincero?
E se vivessimo in una bolla che abbiamo creato noi? Con tutto, vita confort, dolori, amori o pseudoamoriatutticosti,  parce-que  la vie est si triste!  dis-moi que tu m’aimes,
Meme si c’est un mensonge
Et qu’on n’a pas une chance.
La vie est si triste
Dis-moi que tu m’aimes
Tous les jours sont les memes
J’ai besxoin de romance.
 He toi dis-moi que tu m’aimes
Meme si c’est un mensonge
Puisque je sais que tu mens.
La vie est si triste
Dis-moi que tu m’aimes
oublions tout
Cosi cantava Lio! …tanti anni fa!
Se oggi fosse l’ultimo giorno di vita , cosa direste? Cosa fareste? Quali sarebbero le cose da mettere a posto prima della dipartita? Le cose importanti da dire a qualcuno.
A volte mi chiedo se le cellule del mio Dna sono sane o se  ce n’è qualcuna al border – line o qualcuna impazzita? Mah! Sarà che nella  follia ci trovo tanta bellezza e verità.
Alcuni grandi pittori erano folli , ricordo delle lettere bellissime piene di sentimento di Vincent Van Gogh al fratello Theo.
“ Uno ha un grande fuoco nell’anima e nessuno viene mai a scaldarsi, i passanti non scorgono che un po’ di fumo vicino al comignolo e se ne vanno per la loro strada. E allora che fare, ravvivare questo fuoco interiore, avere del sale in sé, attendere pazientemente – ma con quanta impazienza – , attendere il momento in cui, mi dico, qualcuno verrà a sedersi davanti a questo fuoco, e magari vi si fermerà”.
( Parte di lettera di V. Van Gogh a suo fratello Theo)
Dopo aver letto le sue lettere, mi sono convinta che fosse un uomo stupendo con una grande sensibilità, un incompreso, e forse per questo è impazzito e si è tolto la vita. Era folle si, d’amore per la natura e per l’arte che era dentro di lui.
Penso che i folli , debbano essere sempre innamorati… anzi follemente innamorati  della vita , di un’idea, di un progetto, di una persona. Quando  si è innamorati si è sempre folli, senza follia non c’è amore, senza amore non c’e follia.
Certamente è inutile dire che chi è folle non vive certamente nel mezzo, ed è in tutto questo che riesco a vedere l’autenticità, la verità nuda, l’uomo senza maschere.
Ah! quanto mi sarebbe piaciuto incontrare il filosofo Ateniese per eccellenza – Socrate – quante domande gli avrei  fatto sulla mia verità … e lui l’avrebbe fatta partorire anche da me…
“Per Platone  la follia è un´esperienza dell´anima, nella consapevolezza che le esperienze dell´anima sfuggono a qualsiasi tentativo che cerchi di fissarle e disporle in successione ordinata perché, al di là di ogni ordine razionale, l´anima sente che la totalità è sfuggente, che il non-senso contamina il senso, che il possibile eccede sul reale, che ogni tentativo di comprensione totale emerge da uno sfondo abissale che è caos, apertura, spalancamento, disponibilità per tutti i sensi. Intermediario tra il mondo della ragione e il mondo della follia è Amore.
 Per accedere agli abissi della follia che ci abita occorre infatti dislocarsi dal recinto protetto dalla ragione, abbandonare le dimore dell´io e, per non perdersi nella follia, occorre che ad accompagnarci sia l´amato, che noi amiamo proprio perché egli ha colto e in qualche modo riflesso la nostra follia. Amore, infatti, è sì un evento duale, ma non tra me e te, ma, grazie a te, tra il mio ordine razionale e l´abisso della mia follia.”
( liberam . Tratto da U. Galimberti)
Quando ho letto questo articolo tratto dal Simposio , non ho potuto che specchiarmici dentro … ho sempre sentito che l’anima ha le sue ragioni, se vogliamo metterci a tutti i costi la ragione, ( che qui ci azzecca come i cavoli a merenda)che vanno oltre la ragionevolezza e quando riusciró  a spalancare tutte le finestrelle  dell’anima, ecco che arriveranno nuove consapevolezze, nuove cose, nuove bellissime follie e una nuova felicità…
Forse…Perché non bisogna essere mai troppo certi.
DB400912-B360-4CAC-9859-F74F683752C7

Novantacinquesimo giorno di viaggio: Felicità bambina…

Standard

Anni fa mio padre mi raccontò di aver lavorato in uno zuccherificio e quando lui era un ragazzo, si lavorava anche 10 – 12 ore al giorno. Una notte che era di turno si addormentò in piedi appoggiato a una scopa, nel frattempo arrivò il suo capo che gli disse: “Francesco, ma che fa? dorme in piedi?”
E mio padre:”Archimede disse datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo, a me basta stare sollevato io!”
Questa frase passó alla storia, fu tramandata di anno in anno…nelle campagne saccarifere.
Lui era ricolmo di una scintillante felicità, ed ogni occasione era buona per essere felice, anche durante il lavoro, ed è arrivato a 90 anni, perchè ha sempre saputo sorridere della vita.
Quando ero una ragazzina , mi ricordo che voleva acquistare un cavallo, amava gli animali e pareva riuscisse a comunicare con loro.
Un giorno ci ritrovammo dietro casa uno strano animale, sembrava un incrocio tra un somaro e un cavallo, ricordo in un pomeriggio il volo di un elicottero sopra casa nostra e questa specie di cavallo iniziò ad agitarsi , scavalcò il recinto e iniziò a correre sul campo dietro casa. Mio padre con la sua lambretta azzurra, iniziò a rincorrerlo, fu dura riportare quella sottospecie di cavallo imbizzarrito a casa, ma alla fine ci riuscì… e noi figli quanto ridere abbiamo fatto!

Amava anche i cani da caccia, andava a caccia con i suoi cani la domenica mattina in mezzo a quelle nebbie d’Ottobre e non portava mai a casa niente, anzi una volta è venuto a casa impallinato lui, per fortuna aveva un giubbino di pelle spessa e non gli è successo nulla! Appena sparava con il suo Breda, ricordo che il cane tornava a casa di corsa … e sembrava ridesse pure lui…

Un’ altra volta ci portò a casa un nibbio ferito, lo curò e riuscì perfino ad addomesticarlo. Il nibbio a volte se ne stava li , con le galline! Era molto somigliante a un’aquila,ma forse credeva di essere un pollo! Cico, aveva una grande apertura alare e la sera mio padre lo chiamava a gran voce: “ Cico! “

Il nibbio fendeva l’aria con le sue grandi ali e maestoso andava a posarsi sulla mano guantata di mio padre. Era emozionante quel volo e quella magia che lui sapeva creare con gli animali.
Mio padre sapeva farmi ridere ed emozionarmi e questa era la mia felicità bambina.

Novantaquattresimo giorno di viaggio: Ci cale cicale cicale!

Standard

Dentro una domenica sonnecchiante con solo un lenzuolino addosso, vorrei dormire , ma niente , le cicale cantano , saranno migliaia là fuori e cantano nella loro stagione dell’amore.

Mi viene in mente la Parisi che cantava con le mani chiuse a pugno e si sfregava il corpo quasi a mimare le cicale , ed io adolescente mimavo lei e cantavo questa canzoncina senza senso… dopo quasi 37 anni mi vado a rivedere il testo e mi accorgo del giochetto di parole “delle cicale ci cale ci cale ci cale” che in toscano significa: ci piace, ci importa!

Beh mi trovo d’accordo … delle cicale ci cale ci cale ci cale , della formica che invece non ci cale mica!
Di chi fa il pianto , ci cale ma mica poi tanto!
Penso a quanto tempo è passato, ma quell’adolescente di tanto in tanto mi viene a trovare, non mi ha lasciata mai … la guardo e provo una tenerezza infinita. Lei mi osserva e mi dice : “ma perché hai smesso di ballare? Ti piaceva cosi tanto?
“ eh …già …rispondo con un sospiro.
E lei incalzante: “Dai svegliaaaa ! vai ! balla ! Non hai mica 90 anni! Non è troppo tardi!”
Poche storie!

Penso…no, resto a casa , non ho mica voglia di uscire peró ballo si … ballo in mutande.
Mi stendo stremata, chiudo gli occhi e mi pare che le cicale cantino all’unisono:
E questo è brutto e questo è bello
Chi lo sa
Merlo del castello vola e và
Cica cica
Ammazza , se sono intonate , anzi intonati questi instancabili cicalotti amorosi!

Mi sembra tutta una follia …
E la vita invece?

Novantatreesimo giorno di viaggio – Il verso giusto –

Standard
6E3082FA-1E48-4E84-A62E-E504BAC38B4B
Sulla via del ritorno
 
Un cartello pubblicitario con la foto di un poeta che – ultimamente pare perseguitarmi – e una frase sotto sfreccia veloce sulla strada verso casa: “Il verso giusto”.
Risuona nella testa  un pensiero insistente …il verso giusto.
Guardo  fuori appezzamenti di alberi di ulivo, dai grossi fusti nodosi ben piantati  nella terra e come qualcosa di inaspettato, ecco, una visione quasi onirica, da fiaba   – la perfezione – creata a tavolino da un architetto precisino,  eccola una casa verde , una gialla, una rosa ed una azzurra, tutte perfettamente uguali, luminose e linde, dai colori pastello. Passandoci  accanto si respira ordine, voglia di perfezione e puzza da bruciato. Tutte le volte che mi avvicino a qualcosa o a qualcuno che ha la presunzione di essere quasi perfetto o di aspirare alla perfezione… bhe! c’è qualcosa di freddo, di innaturale nella cosidetta perfezione, sono le imperfezioni che ci rendono umani e unici. 
Sulle colline i boschetti nascondono alcune case e il pensiero torna indietro,mi rivedo immersa nelle  acque cristalline del mare, le spalle nude al sole di luglio, le onde complici del vento, mi rimandano a riva, ci provo a perdermi nelle profondità del  blu, ma il mare mi spinge  verso un verde cristallino,tranquillo… la riva.
All’inprovviso una corrente fredda mi lambisce  le gambe, la pancia, il seno, il collo, facendomi rabbrividire, sto  per tornare indietro ed ecco che ne arriva una calda, inaspettata, che mi avvolge il corpo come una coperta. 
Che strano un mare freddo e caldo, rimango lì tra quelle onde  capricciose, in ascolto. 
Sul caldo serpente d’asfalto procediamo per il verso giusto, una canzone alla radio mi fa venire voglia di ballare.
Finisco di leggere il mio libro e all’improvviso come un temporale estivo, grossi goccioloni imprudenti cominciano  a cadere, irrigandomi 
 il viso. Credo di aver capito il messaggio del  lupo della steppa,il messaggio di mio figlio che me lo ha consigliato.  
Alla radio una canzone  : Don’t You (Forget About Me) dei Simple Mind che mi riporta a tantissimi anni fa, a un concerto… sorrido.
Guardo fuori, campi  spensierati di girasoli  corrono sotto il sole di Luglio, assieme a colline colorate e ben pettinate e insieme a noi che cerchiamo il verso giusto in questa vita , ma davvero il verso giusto è giusto per noi? 
O viviamo in un’ illusione che creiamo a tavolino decidendo il verso giusto.

Ci crediamo ad immagine e somiglianza di un Dio malinconico e  davvero creiamo mille universi perfettamente giusti…